Ricci di mare a rischio estinzione in Sicilia: cosa è successo

16 novembre
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ricci di mare, considerati un’autentica prelibatezza in tavola, sono una specie a rischio estinzione in Sicilia. Lo ha rivelato una ricerca firmata “Monitoring Paracentrotus – Mopa, occhio ai ricci“, progetto che lega la razionalità scientifica al rispetto della natura, alla legislazione innovativa e all’etica sociale. I risultati del progetto, finanziato dai fondi europei e coordinato dal dipartimento scienze della terra e del mare dell’università di Palermo, sono stati presentati nel pomeriggio di mercoledì 15 novembre a Palazzo dei Normanni a Palermo.

RICCI DI MARE IN SICILIA: COSA DICONO GLI ESPERTI

Il responsabile scientifico Paola Gianguzza ha spiegato in alcune dichiarazioni riportate da ‘La Sicilia’: “Tutelare il riccio di mare nel cuore del Mediterraneo per proteggere l’habitat marino e la biodiversità è il leit motiv del progetto dello stato della risorsa, che nasce dalla preoccupazione che il Paracentrotus Lividus è sempre più raro nei nostri mari“.

“L’obiettivo”, ha spiegato ancora Gianguzza, “è promuovere la gestione, la conservazione e l’uso sostenibile del riccio di mare in Sicilia al fine di aggiornarne il piano di gestione, già previsto dalla legge del 2019, con attività di quantificazione, divulgazione e conoscenza della risorsa, anche per sperimentare percorsi virtuosi per l’economia locale”.

L’analisi dei fondali ha interessato le 5 aree marine protette, partner del progetto, di Capo Gallo-Isola delle Femmine (Pa), Capo Milazzo (Me), Isola di Ustica (Pa), Plemmirio (Sr) e Isole Ciclopi (Ct).

Gianguzza ha detto: “Mancano dati sui ricci di mare e, con questo studio, abbiamo cercato di quantificare la risorsa. Purtroppo, le conclusioni sono sconfortanti perché nelle aree marine protette non abbiamo trovato ricci, non abbiamo trovato la struttura di una popolazione sana. Serve un fermo biologico di almeno 3 anni, così come si sta facendo in Puglia“.

Marco Toccaceli, responsabile di ‘Crea – Cooperativa ricerche ecologiche ed ambientali’, che ha condotto l’analisi visiva dei fondali, ha sottolineato che “in Sicilia il riccio di mare è sottoposto a una forte pressione di pesca abusiva, anche per il suo valore alimentare ed economico”. Poi ha aggiunto: “Nella nostra regione solo in 12 hanno licenza di pesca dei ricci, tutti gli altri sono abusivi, a eccezione dei pescatori subacquei dilettanti che sono autorizzati a pescarne massimo 50. Per questa ragione, bisogna intensificare i controlli”.

IL DISEGNO DI LEGGE PER SALVARE I RICCI DI MARE IN SICILIA

Il deputato del Partito Democratico Nello Dipasquale ha pronto un disegno di legge per bloccare la pesca dei ricci in Sicilia, anche se le resistenze sono tante, sia per quanto riguarda i pescatori che il settore della ristorazione. Il ‘Paracentrotus Lividus’ è considerato fin dall’antichità uno dei frutti di mare più ricercati per la delicatezza delle sue gonadi e ha da sempre un importante ruolo commerciale.

RICCI DI MARE: LA SITUAZIONE IN SARDEGNA

Per quanto riguarda l’altra isola italiana, la Sardegna, le ultime notizie relative alla situazione ricci di mare, riportate da ‘Link Oristano’, riferiscono che la pesca di questa specie è destinata a riaprire anche nel 2023. Nelle prossime settimane è atteso in Consiglio regionale un provvedimento di sospensione per il blocco triennale previsto dalla legge regionale 17 del 2021, approvata a suo tempo per favorire il ripopolamento della specie. Nel 2022 il via libera alla pesca dei ricci di mare era arrivato nel mese di dicembre.

Fonte: initalia.virgilio.it

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