Mosche in casa? Sbarazzatene con sacchetto, acqua e monete

20 maggio
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La primavera inoltrata apre ormai alla stagione più calda, con le giornate che si allungano e le temperature che irrimediabilmente si alzano dando un assaggio delle settimane più soleggiate dell’anno. Ma l’arrivo dell’estate porta con sé anche inquilini non certo piacevoli nelle nostre case. Parliamo, ovviamente, di mosche e zanzare che cominciano a farsi sentire nelle stanze con il loro ronzio fastidioso. Di quelli che azzerano completamente il piacere di una porta o di una finestra aperta, per far circolare l’aria fresca nelle stanze.

E in rete i consigli per tenere alla larga questi noiosi insetti sono centinaia, tra i quali alcuni anche molto costosi o impegnativi da mettere in pratica. Eppure ci sono soluzioni semplici semplici, e ugualmente efficaci, con cui sbarazzarsi una volta per tutte delle mosche. Intanto, gli esperti di parassiti raccomandano una meticolosa pulizia con cui eliminare briciole, residui zuccherini e altri alimenti come carni in decomposizione o rifiuti che possano fare da esca per le mosche.

Attenzione anche al bidone della spazzatura, che nella stagione calda è bene svuotare con frequenza maggiore rispetto al resto dell’anno. Un suggerimento è quello di pulirlo con aceto di mele, che funziona da repellente naturale. Per un intervento risolutivo, però, si può ricorrere a tre oggetti di uso comune: un sacchetto sigillabile, acqua e qualche moneta. Ecco come procedere.

Si inizia riempiendo per metà il sacchetto con dell’acqua; quindi, vi si immergono cinque o sei monete e si procede eliminando l’aria in modo che fuoriesca del tutto dalla busta. A questo punto, si sigilla il sacchetto di plastica e lo si posiziona in prossimità di una finestra o della porta di ingresso. Con questo semplice trucchetto, le mosche vengono ‘ingannate’ dalla cosiddetta visione composta per cui l’acqua – che detestano – risulterà moltiplicata. Le monete, poi, formano un prisma con i colori dell’arcobaleno che danneggia gli occhi delle mosche.

Fonte: www.supereva.it

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