Se il gatto è indisciplinato la colpa è nostra

17 gennaio
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Si definisce "la psicologa dei gatti", che è anche il titolo di un libro che ha scritto. Perché sì, anche i nostri amici felini hanno bisogno di essere compresi. I loro trascorsi, la loro vita e il loro vissuto parlano dei loro comportamenti. E i padroni cercano risposte. Così si rivolgono a lei, Elena Angeli, fiorentina che nel 2012 ha aperto un blog dopo la scomparsa di uno dei suoi gatti: lo strumento cibernetico è servito anche a sensibilizzare sull'importanza di adottare i felini dal gattile. Si chiama "Amici di Chicco" ed è stata la chiave della sua "svolta". 

Elena, raccontaci il tuo percorso: come si diventa psicologi per gatti e in cosa consiste il tuo mestiere?

"Sono laureata in psicologia, cioè nasco come psicologa per umani. Ho esercitato per un po', poi il successo del blog mi ha convinto a specializzarmi. Ora col blog ora non si lavora più, si usa prevalentemente Instagram. E sui social, si sa, i gatti attirano molto. Poi mi sono diplomata in consulenza della relazione felina: è come fare l'educatore cinofilo per i cani. Una professione non ancora molto conosciuta, ma che sta prendendo piede. In italia siamo un po' indietro, ma oggi è il mio lavoro a tempo pieno".

Hai gatti in casa, immagino.

"Li ho sempre avuti. Oggi ne ho una sola Sissi, anziana e molto territoriale, e quindi evito di prenderne altri. Ma l'amore per i gatti non si dimostra in base a quanti gatti abbiamo".

Dunque i tuoi clienti sono persone che hanno problemi con i loro gatti? 

"Esatto. Si tratta di problemi di aggressività, o banalmente fanno pipì fuori dalla lettiera. Ogni gatto dev'essere compreso: lo si fa innanzitutto conoscendo la sua storia. Vengo anche chiamata da strutture come i gattili per capire come sistemare l'ambiente in modo cat friendly". 

I gatti hanno caratteri diversi fra loro?

"Tantissimo. Hanno individualità spiccatissime, molto più dei cani. Ogni gatto è un universo a sé: bisogna sempre studiare il singolo come unico e irripetibile".

Ne avrai viste di situazioni curiose e divertenti: ce ne racconti una?

"I gatti hanno un aspetto anche molto comico. Una cosa che fa sorridere tutti è quando si ordina un pacco: persone che comprano cucce da 200 euro, con la beffa del gatto che preferisce la scatola di cartone. E' un materiale che gli piace molto per la consistenza, possono farsi le unghie, ed è un'isola dal punto di vista termico. Sono loro stessi a scegliere i luoghi di riposo: sono animali molto indipendenti, non basta comprargli un oggetto".

E i problemi più frequenti?

"L'inserimento di gatti in famiglia è uno dei motivi più frequenti per cui vengo chiamata. Il gatto è un animale individualista che di norma non ama la compagnia. Poi a volte capita che si trovano bene. Completamente diverso il caso in cui due gatti vengano presi piccoli insieme".

C'è ancora tanto scetticismo nei confronti della psicologia, figuriamoci sui gatti: come rispondi?

"Tantissimi tutti i giorni sono scettici, o chiedono spiegazioni e non capiscono cosa significhi la consulenza felina. Ci sono tanti pregiudizi sui gatti, ricevo molti messaggi in privato. Ma devo dire che c'è più curiosità che giudizi negativi. Cerco di spiegare che il problema non è del gatto ma della relazione che abbiamo noi con il gatto, il problema spesso siamo noi". 

Come lavori in pandemia?

"Forse anche meglio che a domicilio, come si faceva prima: il gatto spesso si nasconde. Con la pandemia si è spostato quasi tutto in contatto telematico. Mi inviano foto e video degli ambienti e parliamo in videochat. Credo che questa modalità rimarrà anche dopo il Covid. Faccio consulenza in tutta Italia: ho molti clienti da Milano e Roma, a Firenze non tanti".

Fonte: www.today.it

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